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AUTOSTRADE: ANCHE IL TUTOR "SiCVe" DEVE ESSERE OMOLOGATO.

IMPORTANTE SENTENZA DELLA SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SULLA OMOLOGAZIONE DEI TUTOR INSTALLATI SULLE AUTOSTRADE ITALIANE.

Chi frequenta le autostrade sa di cosa stiamo parlando, ma per tutti coloro che non lo conoscono stiamo parlando del TUTOR il sistema elettronico che rileva la velocità media percorsa dal conducente in un tratto di strada.


La Polizia Stradale, lo descrive così testualmente sul sito Istituzionale: "Per garantire alla Polizia Stradale una maggiore efficienza dei controlli della velocità media su molte tratte autostradali, le società concessionarie hanno provveduto ad attivare e cedere in uso sistemi di rilevazione della velocità denominati SICVe e SICVe-PM (più noti agli utenti come sistema Tutor). La Polizia Stradale, secondo quanto previsto dal DM n. 282 del 13 giugno 2017 del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, provvede ad effettuare la verificazione iniziale del sistema, nonché le verificazioni periodiche a cadenza annuale.

Ad oggi sono 159 le tratte controllate dal Tutor, per una lunghezza pari a circa 1500 km di carreggiate autostradali."


La Suprema Corte di Cassazione, con la sentenza n.22015 dello scorso 17 luglio 2022, ha scritto che: "...La giurisprudenza di questa Corte ha in effetti, ed in più occasioni, rilevato che, a seguito della declaratoria di illegittimità costituzionale dell'art. 45, comma 6, del d.lgs. n. 285 del 1992 (Corte cost. 18 giugno 2015 n. 113), tutte le apparecchiature di misurazione della velocità devono essere sottoposte a verifiche periodiche di funzionalità e di taratura, e che in caso di contestazioni circa l'affidabilità dell'apparecchio il giudice è tenuto ad accertare se tali verifiche siano state o meno effettuate, ivi incluse quelle rientranti nella tipologia oggetto di causa (Cass. n. 533/2018), essendo irrilevante (cfr. Cass. n. 40627/2021) che l'apparecchiatura operi in presenza di operatori o in automatico, senza la presenza degli operatori ovvero, ancora, tramite sistemi di autodiagnosi – palesandosi la necessità di dimostrare o attestare con apposite certificazioni di omologazione e conformità il loro corretto funzionamento (conf. Cass. n. 24757/2019; Cass. n. 29093/2020)."


Pertanto accogliendo il ricorso di un automobilista, la Cassazione ha scritto chiaramente ancora una volta che NON BASTA LA VERIFICA INIZIALE DEL SISTEMA E LE SUCCESSIVE VERIFICAZIONI PERIODICHE (come scrive la Polizia Stradale) MA E' NECESSARIO DIMOSTRARE IL CORRETTO FUNZIONAMENTO ANCHE CON APPOSITE CERTIFICAZIONI DI OMOLOGAZIONE E CONFORMITA'.


Trovate la Sentenza nella sezione dedicata del nostro web.

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