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AUTOVELOX: CASSAZIONE SEGNALAZIONE PREVENTIVA E BEN VISIBILE.

Per la legittimità dell'accertamento la postazione - sia essa fissa o mobile - deve essere previamente segnalata e visibile (ordinanza n. 4007/2022)

L'art. 142 C.d.S., c. 6-bis, secondo cui gli autovelox devono essere preventivamente segnalati e ben visibili, va interpretato nel senso che, tanto per le postazioni fisse che per quelle mobili, il requisito della preventiva segnalazione della postazione e quello della visibilità della stessa sono distinti ed autonomi e devono essere entrambi soddisfatti ai fini della legittimità della rilevazione della velocità effettuata tramite autovelox.

Lo ha affermato la II Sezione Civile della Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 4007/2022


La vicenda

Nei primi due gradi di merito un uomo si era visto rigettare l'opposizione al verbale di accertamento con cui gli era stata contestata, in esito al rilevamento del controllo elettronico della velocità, la violazione dell'art. 142 C.d.S., c. 1 e 9-bis C.d.S., per avere con la propria vettura superato di 62 km/h il limite di velocità di 50 km/h consentito.


L’impostazione di merito

Secondo il tribunale, ai fini della validità del verbale, era sufficiente che fosse ben visibile la segnaletica, nel caso in specie "fissa", circa la sottoposizione del tratto di strada a controllo elettronico della velocità a nulla rilevando, invece, che non fosse visibile la postazione di rilevazione del controllo, ovverosia la "auto civetta" della Polizia Locale. Il Tribunale ha altresì ritenuto irrilevante la cd. Direttiva Maroni, secondo cui "le postazioni di controllo mobili possono essere rese ben individuabili ricorrendo, ove possibile, all'impiego di autoveicoli di servizio con colori istituzionali. In alternativa, quando sita utilizzato un veicolo di serie nella disponibilità della pubblica amministrazione, la visibilità della postazione può essere garantita con la collocazione sul veicolo o in corrispondenza di esso di un segnale conforme a quello previsto per le postazioni fisse, ovvero facendo uso di un dispositivo supplementare a luce lampeggiante blu di tipo mobile". Per il Tribunale tale circolare era stata emessa in epoca successiva alla commissione dell'illecito contestato e, inoltre, il parametro per valutare la legittimità della contestazione andava individuato nella norma di legge e non in una circolare.


La questione di diritto sollevata nel ricorso

Per decidere la Cassazione ha dovuto individuare l’esatta interpretazione dell'art. 142 C.d.S., c. 6-bis, secondo cui "Le postazioni di controllo sulla rete stradale per il rilevamento della velocità devono essere preventivamente segnalate e ben visibili, ricorrendo all'impiego di cartelli o di dispositivi di segnalazione luminosi (...)". Ci si chiede se la locuzione "preventivamente segnalate e ben visibili" integri una dittologia sinonimica oppure preveda due distinti requisiti circa le postazioni di controllo: non solo la loro segnalazione preventiva, ma anche la loro visibilità da parte degli utenti della strada. Per i giudici ermellini le due tipologie di interpretazione (letterale e teleologica) convergono verso la soluzione interpretativa propugnata dal ricorrente, per cui hanno accolto il ricorso.


L'interpretazione letterale

La Cassazione ha rilevato che, secondo il significato proprio delle parole, il senso del sintagma "preventivamente segnalate" è diverso dal significato del sintagma "ben visibili". Un oggetto o uno stato dei luoghi può essere preventivamente segnalato e non essere ben visibile (generalmente, anzi, la segnalazione preventiva tende ad ovviare proprio ad un deficit di visibilità) e, viceversa, può essere ben visibile e non essere preventivamente segnalato. La lettura proposta dal tribunale finisce

con risolversi in una interpretatio abrogans della norma là dove prescrive il requisito della visibilità delle postazioni di rilevazione della velocità.


L'interpretazione teleologica

Va considerato che la disposizione che prescrive la preventiva segnalazione della postazione di rilevazione della velocità ha uno scopo diverso da quello della disposizione che prescrive la visibilità di detta postazione: la prima, infatti, tende a garantire che gli automobilisti vengano informati della presenza di una postazione di controllo della velocità prima di transitare davanti alla stessa, onde orientarne la condotta di guida e preavvertirli del possibile accertamento, mentre la seconda tende a garantire che gli automobilisti vengano posti in condizione di individuare la postazione di controllo della velocità quando transitano davanti alla stessa, onde avere contezza del tempo e del luogo della rilevazione.


I requisiti delle postazioni

I due requisiti, segnalazione preventiva della postazione di controllo della velocità, visibilità di tale postazione, riguardano sia le postazioni fisse che quelle mobili, come affermato dalla medesima Corte, con riferimento al requisito della previa segnalazione. In particolare, nella sentenza n. 29595/2021, si è evidenziato che "le molteplici possibilità di impiego e segnalazione sono correlate alle caratteristiche della postazione, fissa o mobile, sicché non può dedursi alcuna interferenza negativa che possa giustificare, avuto riguardo alle caratteristiche tecniche della strumentazione impiegata nella postazione di controllo mobile, l'esonero dall'obbligo della preventiva segnalazione". Pertanto, se le postazioni di controllo mobile non sono esonerate dal requisito della preventiva segnalazione, non c'è alcuna ragione per ritenere che le stesse possano ritenersi esonerate dal requisito della visibilità, da soddisfare con le modalità indicate dal D.M. n. 282/2017 applicabile ratione temporis.


Il principio di diritto

L'art. 142 C.d.S., comma 6-bis, che dispone che le postazioni di controllo sulla rete stradale per il rilevamento della velocità devono essere preventivamente segnalate e ben visibili, va interpretato nel senso che, tanto per le postazioni fisse quanto per quelle mobili, il requisito della preventiva segnalazione della postazione ed il requisito della visibilità della stessa sono distinti ed autonomi e devono essere entrambi soddisfatti ai fini della legittimità della rilevazione della velocità effettuata tramite la postazione.

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