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CASSAZIONE PRIMA SENTENZA 2023. RIMINI IL PRIMO COMUNE CONDANNATO PER AUTOVELOX ILLEGITTIMO.

IL COMUNE DI RIMINI DA TEMPO STA FACENDO "TERRA BRUCIATA" CON LE MULTE IN VIA SETTEMBRINI, DA OGGI DEVE CESSARE PERCHE LO DICE LA CASSAZIONE.

IL FATTO

Ad un avvocato veniva contestata sanzione per aver superato il limite, presunta infrazione rilevata da un autovelox fisso posto a Rimini in Via Settembrini. L'avvocato si oppone e fa ricorso al Giudice di Pace il quale però con sentenza n. XXX/2019 rigettava l’opposizione del ricorrente. Il Tribunale di Rimini però, con la sentenza n. XXX/2021, riformava la decisione di primo grado, accogliendo l'appello proposto avverso annullava la sanzione.


Il Comune di Rimini, si rivolgeva alla Cassazione (a spese dei cittadini) per chiedere l'annullamento della sentenza del Tribunale, soccombendo ancora una volta.


La discussione si incentrava sulle caratteristiche della strada urbana e dove è stato collocato l’impianto di autovelox. Il codice della strada all’articolo 2 definisce le caratteristiche di una strada di scorrimento di tipo D (strada a carreggiate indipendenti o separate da spartitraffico, ciascuna con almeno due corsie di marcia, ed una eventuale corsia riservata ai mezzi pubblici, banchina pavimentata a destra e marciapiedi, con le eventuali intersezioni a raso semaforizzate; per la sosta sono previste apposite aree o fasce laterali estranee alla carreggiata, entrambe con immissioni ed uscite concentrate) dove è possibile installare strumenti automatici di controllo della velocità e secondo il ricorrente, ma oggi anche secondo la Cassazione, quella strada i requisiti non li ha mai avuti e pertanto tutte le multe devono considerarsi illegittime.

LA CASSAZIONE

“Questa Corte ritiene l’idoneità della banchina ad assolvere al suo scopo, rappresentato secondo i già richiamati precedenti di questa Corte dal transito dei pedoni e dalla sosta di emergenza dei veicoli. Né può accedersi alla tesi esposta nel ricorso, secondo cui l’apparato sarebbe stato installato su area non definibile come “banchina”, posto che quel che rileva ai fini della legittimità della contestazione non è il luogo in cui la postazione di rilevamento automatico della velocità è stata collocata, ma la sussistenza, in concreto, delle caratteristiche minime previste dalla legge per la strada, o il tratto di strada, urbana o extraurbana sul quale detta postazione è stata, in concreto, posta”. “La via Settembrini, continuano i giudici di Cassazione, presenta una banchina di ridottissima ampiezza, certamente inidonea a consentire la sosta dei veicoli e pertanto difetta di uno degli elementi essenziali che, per legge, la strada urbana di scorrimento deve avere per poter ospitare postazioni di rilevamento automatico della velocità a distanza del genere “autovelox”.


"Il Collegio condivide la proposta del relatore, osservando che il precedente isolato richiamato nel ricorso è stato superato dalle successive pronunce richiamate in proposta, che hanno precisato le caratteristiche che deve presentare la strada (in particolare, con riferimento alla banchina laterale) per poter essere ricompresa nell’ambito di quelle in cui è consentita la rilevazione a distanza delle infrazioni al codice della strada".


"Il ricorso va dunque dichiarato inammissibile".


"La Corte dichiara inammissibile il ricorso e condanna la parte ricorrente al pagamento, in favore della parte controricorrente, delle spese del presente giudizio di legittimità, che liquida in € 600, di cui € 200 per esborsi, oltre rimborso delle spese generali nella misura del 15%, iva, cassa avvocati ed accessori tutti come per legge".









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