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CORTE DI CASSAZIONE: AUTOVELOX SANZIONE NULLA SE LA FOTOGRAFIA NON CONTIENE LA PROVA.

Suprema Corte di Cassazione - Seconda Sez. Civile Sentenza 14514/2009

Immagina di ricevere un verbale con una multa stradale per eccesso di velocità. Convinto di aver rispettato i limiti e intenzionato a verificare la correttezza della misurazione, ti rechi alla polizia per visionare la foto scattata dall’autovelox. L’agente ti esibisce un fotogramma sul quale però compare solo la targa della tua auto. Ti sembra un elemento insufficiente per dimostrare la violazione del Codice della strada: a far scattare la cellula dell’autovelox potrebbe ben essere stata un’altra macchina che, magari, in quello stesso istante ti stava superando o che era appena passata davanti a te. A quel punto, ti chiedi come devono essere le foto autovelox affinché la multa sia legittima.


I chiarimenti sono stati forniti a più riprese dalla Cassazione e da una sentenza del Giudice di Pace di Avellino la n.1241/19 che richiama appunto l’orientamento di riferimento della Suprema Corte. Siamo sicuri che, leggendo questa pronuncia, scoprirai qualcosa a cui non avevi mai fatto caso: l’orientamento delle foto scattate dall’autovelox deve essere necessariamente “perpendicolare” al senso di marcia. Che significa? Che, se nella foto si vede solo la targa, la multa autovelox è illegittima.


Foto autovelox: cosa si deve vedere?

Da un’attenta lettura delle norme – si legge nel provvedimento in commento – l’infrazione deve essere accertata in modo perpendicolare al senso di marcia del veicolo in modo da avere prova certa che soltanto quel veicolo abbia interagito con lo strumento di rilevamento.

In pratica, le fotografie devono essere, sia quella della violazione, eseguite perpendicolarmente alla strada (onde dimostrare che il veicolo, e solo esso, ha interagito con i raggi o magneti di rilevamento), sia una serie di foto che riconducano sempre all’ultimo fotogramma l’identificazione dei dati d’immatricolazione del veicolo.

Se così non fosse – prosegue il giudice di pace di Avellino – non si capirebbe perché la legge prevede, in alternativa alle foto, un filmato dell’infrazione.

Risultato: non ci si può affidare al solo fotogramma dei dati di identificazione dell’auto o al massimo ad una foto che inquadra tutto il veicolo e poi un ingrandimento del dettaglio con la targa. Risulta, invece, necessaria una registrazione completa effettuata nel corso della misurazione della velocità che culmina soltanto nell’individuazione del veicolo.

In altre parole – come già chiarito dalla Cassazione – la contestazione dell’infrazione è valida solo se il rilievo fotografico è stato eseguito in tutto lo spazio controllato dall’autovelox.



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