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IMPORTANTE SENTENZA DELLA CORTE DEI CONTI TOSCANA. "L'IGNORANZA DELLA LEGGE NON DISCOLPA".

CONDANNA PER DANNO ERARIALE AL FUNZIONARIO PUBBLICO CHE NON PUO' NON CONOSCERE LEGGI E REGOLAMENTI.


"È illegittimo l’accertamento automatico delle infrazioni al Codice della strada effettuato in assenza del personale di Polizia Municipale con apparecchiature non omologate.

Il Comandante della Polizia Municipale, il quale abbia autorizzato l’impiego di tali apparecchiature, risponde del danno arrecato all’Ente di appartenenza per il pagamento delle spese legali conseguenti alla soccombenza nel giudizio di opposizione al verbale di contestazione dell’infrazione".


La Corte dei Conti della Toscana nella fattispecie ha condannato il Comandante di Polizia Municipale (omissis) il quale aveva autorizzato il rilevamento della velocità con un autovelox NON OMOLOGATO in assenza del personale della Polizia Locale nei modi e nei tempi previsti per legge, causando il mancato entroito nelle casse del Comune di € 506,89 per sanzioni impugnate ed accolte.


In considerazione del ruolo svolto il funzionario non poteva ignorare la necessaria sussistenza del requisito di omologazione per il legittimo utilizzo della apparecchiatura automatica - autovelox. In sentenza: “La colpa grave che la procura addebita al convenuto consiste nel comportamento negligente tenuto dal medesimo, fonte della soccombenza davanti al Giudice di Pace nel giudizio di cui in premessa, per avere ignorato la non legittimità dell’uso con modalità automatiche delle apparecchiature, non munite della speciale omologazione”. “Risponde a titolo di colpa grave, per il danno economico arrecato alla Amministrazione di appartenenza in seguito alla soccombenza nel giudizio di opposizione a sanzione amministrativa, il responsabile del servizio di polizia municipale che abbia permesso l'installazione su strada di sistemi automatizzati per la rilevazione della velocità di circolazione in assenza di agenti accertatori, ove tali sistemi siano sprovvisti della omologazione prevista dalla normativa e comunque ritenuta necessaria in base alla consolidata giurisprudenza della Corte di Cassazione”.






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