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Sicurezza delle Strade: Linee guida per la redazione del Piano urbano ed extraurbano del Traffico.

Il Ministero dei Lavori Pubblici - Ispettorato Generale per la Sicurezza Stradale, ha emanato una importante circolare indirizzata ai proprietari e agli enti gestori di strade, dal titolo LINEE GUIDA PER LE ANALISI DI SICUREZZA DELLE STRADE.

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Controllo elettronico delle velocità

Come è noto, la strategia più efficace per affrontare tutte le situazioni che possono determinare conseguenze negative in un determinato ambito è la prevenzione. A questa regola non può e non deve sfuggire l’incidentalità stradale anche in considerazione della gravità delle conseguenze che da essa derivano, e che la pongono tragicamente al primo posto tre le cause di morte dei giovani di età compresa tra 0 e 24 anni.

Considerato che l’infrastruttura stradale è, insieme all’uomo ed al veicolo, uno dei tre elementi della circolazione stradale e che le carenze che la stessa può presentare, sia per difetti di progettazione sia per difetti di esercizio, possono essere causa o concausa dell’incidentalità stradale, è necessario che l’azione di prevenzione sia svolta, con attenzione e tempestività, da parte di tutti gli enti proprietari e gestori di strade.

Non è infatti sufficiente limitarsi ad una rilevazione a posteriori dei cosiddetti “punti neri”, intervenendo per la loro eliminazione solo dopo che in quei punti si sono verificati e ripetuti incidenti stradali con perdite di vite umane. E’ necessaria una verifica preventiva della sicurezza stradale, riconoscendo e valutando le condizioni di rischio potenziale per la circolazione stradale con particolare attenzione al punto di vista dell’utente della strada.

Anche per i progetti di nuove infrastrutture, il rispetto delle norme previste per la progettazione e la costruzione delle stesse, pur se necessario non è però sufficiente per garantire che un processo complesso e multidisciplinare, quale è un progetto stradale, finalizzato a definire la soluzione che meglio riesce a soddisfare le diversificate e a volte contrastati esigenze, riesca a valutare adeguatamente gli aspetti specificamente connessi con la sicurezza della circolazione.


In relazione a tali problematiche, con il supporto del Dipartimento di Ingegneria dei trasporti dell’Università Federico II di Napoli, del Dipartimento di Ingegneria Civile dell’Università di Firenze, dell’Istituto di Costruzioni Stradali dell’Università di Palermo e del parere espresso dalla Commissione Strade del Consiglio Nazionale delle Ricerche, sono strade predisposte le allegate Linee guida per le analisi di sicurezza delle strade. Tale documento, predisposto nell’ambito dei compiti di coordinamento e di supporto agli Enti proprietari e gestori delle strade spettanti al Ministero dei lavori pubblici, e per esso all’Ispettorato Generale per la Circolazione e la Sicurezza Stradale, in virtù dell’art. 35 del Nuovo Codice della Strada, (oggi sostituito con l'articolo 36 C.d.S.) costituisce atto di indirizzo per i suddetti enti ed intende fornire un metodologia sistematica, applicabile in modo flessibile a qualunque elemento della rete stradale a seconda dei dati preliminari disponibili.

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Sicurezza delle infrastrutture a Bellunio

Tale iniziativa si inserisce peraltro in quell’azione coordinata e congiunta dei diversi soggetti pubblici, in particolare Amministrazioni centrali ed Enti proprietari e gestori di strade, che deve essere svolta da ciascuno nell’ambito dei propri ruoli, richiamata dall’art. 32 della legge 17 maggio 1999, n. 144, che ha introdotto la previsione di un Piano nazionale per la sicurezza stradale.


IL SIGNIFICATO DELLE ANALISI DI SICUREZZA Il raggiungimento dell’obiettivo di migliorare la sicurezza stradale necessita di un approccio articolato capace di integrare aspetti molteplici, da quelli più squisitamente tecnici a quelli psicologici che governano il comportamento dell'utente. L’adozione di misure in favore della sicurezza presuppone che si sia in grado di riconoscere e valutare le condizioni di rischio che si accompagnano ad una determinata configurazione infrastrutturale, per la qual cosa il confronto delle caratteristiche tecniche dell’infrastruttura con gli standard suggeriti dalle norme di progettazione non sempre risulta esaustivo delle problematiche presenti.





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